Insulae Design
Circondati dal bello
Credo che il modo in cui abitiamo uno spazio racconti, in parte, chi siamo. Il mio modo di progettare nasce da un luogo del cuore e da una condizione che sento profondamente mia: l’insularità.
Sono nata in Sardegna. I miei nonni paterni erano siciliani, originari di Favignana, un’isola nell’isola. Ho vissuto anche a Malta. Tre luoghi diversi, ma uniti dallo stesso mare, dalla stessa luce e da una cultura mediterranea fatta di materia, colore, memoria e bellezza. L’isola mi ha insegnato che un confine non è necessariamente un limite. Ovunque ci si trovi, prima o poi si incontra il mare. E il mare, per me, è proprio questo: un confine che invece di chiudere apre, connette, invita a guardare oltre.
È da questa appartenenza che nasce il mio modo di progettare. Mescolare passato e presente, materia e colore, arte e architettura, per creare spazi che abbiano un’identità propria. Non credo nelle case semplicemente belle, credo nelle case che parlano di chi le abita.
Per questo, ogni progetto parte dall’ascolto. Dalle abitudini, dai desideri, dai ricordi, dalle passioni e anche da quelle piccole cose che magari non sembrano importanti, ma che alla fine fanno sentire una casa davvero propria. Il mio ruolo è dare forma a tutto questo. Metto nel progetto la mia ricerca, la mia sensibilità e la mia visione, ma il risultato non deve mai essere soltanto mio. La casa appartiene a chi la vive. Per questo mi piace guidare, suggerire e, quando serve, anche uscire dagli schemi. Credo in un design che sappia emozionare, ma anche durare; uno spazio capace di accogliere ciò che siamo oggi e di lasciare spazio a ciò che diventeremo domani.
Design, arte, architettura e grafica sono per me linguaggi diversi della stessa ricerca: quella di un’identità. Un colore, una texture, un’opera d’arte, una forma inattesa o un materiale possono cambiare completamente la percezione di un ambiente. Sono i dettagli, spesso, a trasformare uno spazio in qualcosa di personale.
Ed è proprio qui che per me si trova il vero significato del progetto. In inglese esistono due parole per dire casa: house e home. House è lo spazio fisico, è fatta di volumi, proporzioni, materiali e geometrie. Home è ciò che accade dopo. È il luogo in cui riconosciamo qualcosa di noi. È dove custodiamo ricordi, gesti, oggetti e persone. È lo spazio che ci accoglie, che cambia insieme a noi e che, nel tempo, finisce per diventare parte della nostra storia.
Il mio lavoro nasce proprio in questo passaggio: trasformare una house in una home. Creare luoghi da abitare, non semplicemente da guardare. Luoghi personali, autentici, imperfetti quando necessario, sorprendenti quando possibile. Luoghi in cui sentirsi bene. Perché, in fondo, progettare una casa significa anche questo: circondarsi di ciò che ci fa stare bene.
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